Schrems II: Agents of (privacy) Shield

  • LaDela 

Questa storia sembra un film…

Ne parlano da tre settimane come se fosse un incrocio tra la fine del mondo e una favola per gente che non ha niente da fare tranne che scrivere articoli e commenti.  Ne parlano e non so neanche se l’abbiano letta, la maledetta sentenza della Corte di Giustizia Europea (al secolo Schrems II), visto che, in tutta onestà, l’ho riletta tre volte, e ho dovuto rileggere diverse volte sia il comunicato stampa, sia le FAQ del EDPB, sia la traduzione in italiano delle FAQ per capire cosa diavolo ci sia scritto dentro.

Non sono un giurista, lo so, però io la penso come Einstein: “Se non sai spiegarlo a tua nonna, non l’hai capito veramente”. Se non ho capito quello che c’è scritto, è perché non è scritto bene (almeno nelle sintesi e nelle FAQ, luminari…, sforzatevi di spiegarcelo come se avessimo tre anni o fossimo la nonna!).

Beh, ho letto, riletto, letto, riletto. Anziché commentare sterilmente, mi sono spulciata Terms&Conditions, misure di sicurezza, DPA e comunicati dei grandi provider (e ne ho trovate di cose divertenti!). Ho verificato tutto quello che serviva ai miei clienti (ed anche ai colleghi se han bisogno di una mano). Oggi mi sembra di aver capito un po’ di più di questa storia che, diciamocelo, sembra un film sceneggiato a cavallo tra un fumetto della Marvel, “Tutti gli uomini del Presidente” ed un documentario sull’autarchia italiana o il protezionismo tedesco dello scorso secolo.

***Agents of (Privacy) Shield: trailer***

La storia la saprete tutti, ma a me diverte moltissimo e ve la racconto in tre righe: il nostro film comincia con un attivista austriaco oggi trentaduenne, al secolo Maximilian Schrems, che ha denunciato Facebook (Ireland) per illegittimità del trasferimento dei suoi dati personali a Facebook Inc, negli Stati Uniti. Il brillante giovane tanto ha detto e tanto ha fatto, dal 2013 ad oggi, sicuramente supportato anche dalle rivelazioni di Snowden sul comportamento discutibile del NSA, da far invalidare prima Safe Harbour e poi il Privacy Shield.

Praticamente Davide e Golia in versione terzo millennio.

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Note di pubblica utilità su DAD e FAD

Ho letto diversi articoli di recente, ricevuto telefonate di allievi, colleghi e amici che avevano domande su cosa bisogna fare in questa benedetta didattica a distanza per essere conformi con tutti gli anagrammi di GDPR e AgID, compreso “gierredipi”.

Ho capito, dalle telefonate, che c’è una gran confusione in giro. E la confusione produce errori, che producono danni. Non abbiamo bisogno di altri danni.

Penso quindi che sia utile ed importante rassicurare le persone, oltre che le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, e sfatare un mito che sta circolando in rete ed anche a voce tra sedicenti esperti della materia ed istituzioni impreparate e tese alla gestione dell’emergenza. Non è necessario richiedere alcun consenso ad alcuno.

Non sono sola: ne ho parlato con esimi colleghi che condividono il mio punto di vista e (un po’ a nome di tutti) ve lo racconto.

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Covid-19: fate un piano di continuità operativa

Sono in Lombardia, e qui sono tutti sconvolti. Chi più chi meno allucinato, chi più chi meno spaesato. Alcuni (pochissimi a dire il vero) hanno reagito subito, due settimane e un giorno fa. Altri si sono svegliati tra ieri e stamani pensando che fosse un brutto sogno e invece no: l’emergenza sanitaria c’è.

Non ho alcuna intenzione discutere di materie che non mi competono. Personalmente, mi sembra di vedere scene del Manzoni e Gabriel Garcia Marquez e non me ne frega tanto se è peggio la peste, il colera o la polmonite. E se si muore o non e in quanti e chi… Mi interessa ottemperare alle disposizioni del Governo e fare il possibile perchè l’economia italiana non si fermi, nell’assoluto rispetto delle regole di contenimento della pandemia.

Allora vi prego, tutti, tutti, tutti, fate un piano di continuità organizzativa. E se non siete capaci, chiedete una mano agli esperti. Ve la daremo eccome.

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ricordi dal not for profit

  • Chiara 

Ho incontrato una persona, oggi, che mi ha parlato di un fenomeno che per lui è inconoscibile, da consulente: una startup innovativa a vocazione sociale. Mi son sorpresa a guardarmi mentre lo ascoltavo parlare: mai sentito niente di più familiare, invece. Una startup. Innovativa. A vocazione sociale. Cazzo. Mi è venuto un ricordo. L’ho ricacciato indietro. Gli ho spiegato perché, al contrario di lui, di quella palla ingestibile di invenzione,… Leggi tutto »ricordi dal not for profit

Senza due diligence

La cosa bella delle storie è che si possono raccontare, perché non hanno freni, àncore, regole: le storie hanno un finale, una morale ed alcune (non tutte) un filo conduttore. Le storie che racconto qui son tutte senza nomi, e se ci sono è perché me li sono inventati, però son piene di fatti. Racconto storie gravide di geni stroboscopici fatti dello sguardo freddo, ipercritico e curioso del consulente e… Leggi tutto »Senza due diligence

Deliverables

  • LaDela 

Diceva un mio compagno di università, al secolo Gianluca D. (se mi autorizza, sarà taggato), che il lavoro del consulente è lineare: produce slide a mezzo di slide. Come pensavamo sofisticato, noi del DES della Bocconi… Pensavo non sapesse di che parlava, poi ho capito che non aveva torto: che ce ne son di due tipi, di consulenti, quelli che sanno e quelli che non sanno. Quelli che non sanno, in… Leggi tutto »Deliverables

Disorganigrammi

  • LaDela 

Guardavo, oggi, come una slide può rappresentare una perfetta disorganizzazione. Ci si può mettere una storia secolare, una azienda redditizia, un settore merceologico a margine alto e certo: la disorganizzazione è figlia di se stessa e partorisce solo gemelli monozigoti. L’organizzazione è un gene recessivo pilotabile, finché in azienda si possono scegliere gli alleli da combinare. Guardavo una slide che rappresenta la perfetta PMI italiana: 30 persone a dir tanto,… Leggi tutto »Disorganigrammi

La fabbrica del duomo

Si sono inventati la nuova fabbrica del duomo e l’hanno chiamata ERP, questa è la sensazione comune. Delle volte, vi dirò la verità, ce l’ho anche io. Ma solo delle volte. Lo so, lo so: ho un’angolazione particolare. Faccio organizzazione aziendale, per me il sistema informativo è lo strumento più duttile ed utile per disegnare e poi far girare sulla ruota di Deming i processi aziendali. E se mi date… Leggi tutto »La fabbrica del duomo

Mi ha chiamata, stamattina, un RGQ

  • LaDela 

Mi ha chiamata, stamattina, un RGQ. Scusa? Mi ha chiamata, stamattina, un RGQ. Sa l’ha ciamà cus’e`? Un Responsabile del Sistema di Gestione per la Qualità. Ah beh, sì beh, cünta su… Avrei voglia di ricamare tutto il post sulle note di ‘Ho visto un re’, giusto per rimanere intenzionalmente ironica, ma poi finirei per essere politically incorrect e soprattutto sgrammaticata, considerando che non parlo Milanese. L’RGQ, però, mi ha chiamata sul serio,… Leggi tutto »Mi ha chiamata, stamattina, un RGQ

Le regole del Dream Team

  • Chiara 

Son tanti quelli che dicono che uno degli skill che si testa ad un colloquio è la capacità di fare lavoro di gruppo. Fosse facile farlo, poi davvero, di lavorare in gruppo. Il gruppo è orizzontale, il gruppo è verticale. Il gruppo è entropico, il gruppo è chiuso. Il gruppo è misto, variegato, denso ed intenso di umanità e competenze, di storie, esperienze, schemi mentali incrostati, creatività improvvisa. Il gruppo,… Leggi tutto »Le regole del Dream Team