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BCMP: giorno tre, ma è ancora domenica

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Domenica mattina, ore sette. Tutti dormono. O quasi. Qualcuno suda camicie a capire come fare a salvare il salvabile. Di solito, quello lì, è il responsabile IT. Ma se ci fosse un responsabile, avrebbe anche una procedura di disaster recovery. Qui invece non c’è proprio niente e son due giorni che il sistema informativo aziendale è fermo, parcheggiato immobile dentro un server remoto, lassù in Germania, affittato tempo fa dietro ad… Leggi tutto »BCMP: giorno tre, ma è ancora domenica

BCMP: non è l’acronimo di una parolaccia alla Jannacci ed è solo la prima puntata

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Questa estate un cliente che lavora nella tecnologia mi ha chiesto del supporto per redigere quello che in gergo si chiama un Business Continuity Management Plan, da fare perché è obbligato da un cliente. Ci credono poco, come tutti. In fondo, a cosa serve la valutazione del rischio e l’adozione di misure preventive per la sicurezza? Ma soprattutto, dei dati? A niente: le norme internazionali le han scritte perché non… Leggi tutto »BCMP: non è l’acronimo di una parolaccia alla Jannacci ed è solo la prima puntata

La competenza, questa sconosciuta

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La competenza. Strano mistero ormai, per la PMI. Parlo di risorse che sanno quello che dicono, che fanno quello che dicono, che dicono quello che sanno e poi lo fanno. Risorse sì: mezzi di produzione si sarebbero chiamati, in un gergo antico e fin troppo politicamente abusato, oltre che orientato. Risorse, capitale umano, aggregati complessi di competenze ed expertise, come direbbe un bocconiano alla mia stregua. Consulenti? Dipendenti? Dirigenti? Risorse.… Leggi tutto »La competenza, questa sconosciuta

talis pater, talis filia

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Avevo vent’anni forse, secondo anno al DES, facevo la brillante alla Bocconi coi miei colleghi geni che prendevano sempre voti altissimi e la mia testa volava tra ‘scrivo libri’ e ‘dove vado stasera’. Per quanto credessi di sforzarmi, non mi rendevo bene conto di cosa mi succedesse attorno. Però mi avevano spiegato tutto. Una sera i miei genitori si son seduti attorno al tavolo, guardando me e mio fratello dritti in… Leggi tutto »talis pater, talis filia

Pesci grossi, pesci piccoli e concentrazione di fosforo

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Una mattina di marzo mi ha chiamata un caro cliente, vecchio amico oramai, son tanti anni che si lavora assieme. Gli è successa una cosa stranissima: è arrivata una telefonata da una grossa società di consulenza, una di quelle di cui si fa fatica a pronunciare il nome, chiedendo una offerta per la progettazione di un software ad hoc per la gestione di un progetto. ‘Dottoressa, vieni con me?’ *Certo… Leggi tutto »Pesci grossi, pesci piccoli e concentrazione di fosforo

Il sultano

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Aprile, d’intorno. Piove. Piove da mesi. Quasi come se la stagione riflettesse il clima aziendale, l’aria che tira in questi giorni. Almeno, questo è il pensiero di Pietro, direttore tecnico, mentre guarda perplesso fuori dalla finestra. Ma direttore tecnico di che? La nomina è la sua, perché si è laureato in ingegneria meccanica e per fare il direttore tecnico di un’azienda produttrice di macchine utensili ci vuole il titolo. Ma… Leggi tutto »Il sultano

Le origini del cambiamento

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Mi chiamo Annarella, ho quarantacinque anni, lavoro qui da più di venti, a due passi da casa. Ogni tanto mi sembra che l’azienda sia diventata la famiglia: son stata assunta dall’Ingegnere quando ero giovanissima e, come lui stesso diceva, non sapevo neanche allacciarmi le scarpe da sola. Mi ha voluta qui perché ero figlia di amici e avevo finito di studiare e c’era un posto vacante in amministrazione. Faccio le… Leggi tutto »Le origini del cambiamento

Le 4C

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Un Consorzio, venti soci, una decina di milioni di euro di fatturato nel mondo dei servizi, circa 200 persone che lavorano su tutto il territorio italiano.

Nato un decennio fa da una buona idea che è diventata un esperimento professionale, il Consorzio è cresciuto molto velocemente e, come in ogni azienda italiana che si rispetti, ha lasciato fare al business senza riflettere sul fatto che la crescita va sostenuta con la costruzione delle competenze interne. Com’era? La potenza è nulla senza controllo.

E il controllo è un concetto che sfugge in massima parte in queste situazioni.

Niente dipendenti consortili, niente regolamento interno, un sultanato indiscusso, conflitto di interessi tra la presidenza del Consorzio e quella di alcune società consorziate, che ovviamente costituiscono una sorta di holding di controllo. Peccato che anche la holding sia frazionata in diverse ragioni sociali. Peccato anche che al suo interno non ci siano le competenze necessarie per guidare e gestire una macchina che deve muovere risorse, gestire stock, promuovere la crescita commerciale, gestire le relazioni e le relative pratiche amministrative con decine di grossi ed esigenti clienti finali.

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Una due diligence di processo

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Un collega chiama chiedendomi un parere: c’è da fare una due diligence per l’acquisto, a scopo di salvataggio, di una società dell’IT che naviga in cattive acque ma pare avere molto potenziale. Stavolta i parametri economici e patrimoniali non bastano: per capire se c’è redditività prospettica ci vuole una valutazione di processo.

Dieci presentazioni, una montagna di slides, sei ore chiusa in sala riunioni con l’imprenditore.

Un trilione di domande, demo di software da guardare, una relazione di parole fitte fitte per esprimere in poco tempo il potenziale di un soggetto economico sull’orlo del fallimento.

Una bella responsabilità, direte voi. Un lavoro divertente, aggiungo io, che da anni non riesco più a far niente che non mi diverta.

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Frattali di SLA, matrici di metriche

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Gennaio, fa davvero freddo. E stamattina non ho proprio voglia di uscire. Devo, però: una settimana fa mi ha chiamata un cliente dicendomi che ha un problema gravissimo e urgentissimo. E coi superlativi assoluti i clienti ci san davvero fare. Contratto nuovo, problema vecchio.

Lo conosco bene: mi chiama sempre dopo. Mai una volta, dico una, che si sia posto il problema di investire il suo denaro a progettare le cose prima di farle, con chi lo sa fare (cioè io). Parte per la tangente, lascia andare le cose come vanno e poi, quand’è con l’acqua alla gola, mi telefona disperato. Lui, e la sua ottica micragnosa che per non investire mille oggi gliene fa spendere diecimila domani. E di corsa.

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