organizzazione

Senza due diligence

La cosa bella delle storie è che si possono raccontare, perché non hanno freni, àncore, regole: le storie hanno un finale, una morale ed alcune (non tutte) un filo conduttore. Le storie che racconto qui son tutte senza nomi, e se ci sono è perché me li sono inventati, però son piene di fatti. Racconto storie gravide di geni stroboscopici fatti dello sguardo freddo, ipercritico e curioso del consulente e… Leggi tutto »Senza due diligence

Disorganigrammi

  • LaDela 

Guardavo, oggi, come una slide può rappresentare una perfetta disorganizzazione. Ci si può mettere una storia secolare, una azienda redditizia, un settore merceologico a margine alto e certo: la disorganizzazione è figlia di se stessa e partorisce solo gemelli monozigoti. L’organizzazione è un gene recessivo pilotabile, finché in azienda si possono scegliere gli alleli da combinare. Guardavo una slide che rappresenta la perfetta PMI italiana: 30 persone a dir tanto,… Leggi tutto »Disorganigrammi

BCMP: giorno quattro. Siamo a Defcon 1

  • LaDela 

Lunedì mattina, ore cinque e trenta. Parte la prima mail cauterizzante, quella per il gotha aziendale: “Signori buongiorno, purtroppo è andata nel peggiore dei modi: il ripristino di Windows ha cancellato l’ERP, ma FORSE non tutti i dati che non sono sul backup. Fermo l’azienda. Aspetto le risposte alla mia mail in calce.” I tecnici han fatto il miracolo. Dopo quattro giorni di fermo il server in Germania, quello remoto, subaffittato e… Leggi tutto »BCMP: giorno quattro. Siamo a Defcon 1

BCMP: giorno tre, ma è ancora domenica

  • LaDela 

Domenica mattina, ore sette. Tutti dormono. O quasi. Qualcuno suda camicie a capire come fare a salvare il salvabile. Di solito, quello lì, è il responsabile IT. Ma se ci fosse un responsabile, avrebbe anche una procedura di disaster recovery. Qui invece non c’è proprio niente e son due giorni che il sistema informativo aziendale è fermo, parcheggiato immobile dentro un server remoto, lassù in Germania, affittato tempo fa dietro ad… Leggi tutto »BCMP: giorno tre, ma è ancora domenica

BCMP: non è l’acronimo di una parolaccia alla Jannacci ed è solo la prima puntata

  • LaDela 

Questa estate un cliente che lavora nella tecnologia mi ha chiesto del supporto per redigere quello che in gergo si chiama un Business Continuity Management Plan, da fare perché è obbligato da un cliente. Ci credono poco, come tutti. In fondo, a cosa serve la valutazione del rischio e l’adozione di misure preventive per la sicurezza? Ma soprattutto, dei dati? A niente: le norme internazionali le han scritte perché non… Leggi tutto »BCMP: non è l’acronimo di una parolaccia alla Jannacci ed è solo la prima puntata

La metamorfosi kafkiana

  • Chiara 

Sono sempre Annarella, ho sempre 45 anni, son passati tre mesi e qui è successo un gran casino. I revisori a un certo punto sono scomparsi dall’orizzonte, in Direzione eran tutti tesi. Ci sono state settimane dove il silenzio suonava più forte delle urla del capo della produzione. Poi un giorno l’amministratore delegato, figlio maggiore dell’Ingegnere, il Giovanni, è entrato nel mio ufficio per salutarmi. Non l’aveva mai fatto. Figuriamoci… Leggi tutto »La metamorfosi kafkiana

Le origini del cambiamento

  • LaDela 

Mi chiamo Annarella, ho quarantacinque anni, lavoro qui da più di venti, a due passi da casa. Ogni tanto mi sembra che l’azienda sia diventata la famiglia: son stata assunta dall’Ingegnere quando ero giovanissima e, come lui stesso diceva, non sapevo neanche allacciarmi le scarpe da sola. Mi ha voluta qui perché ero figlia di amici e avevo finito di studiare e c’era un posto vacante in amministrazione. Faccio le… Leggi tutto »Le origini del cambiamento

Le 4C

  • LaDela 

Un Consorzio, venti soci, una decina di milioni di euro di fatturato nel mondo dei servizi, circa 200 persone che lavorano su tutto il territorio italiano.

Nato un decennio fa da una buona idea che è diventata un esperimento professionale, il Consorzio è cresciuto molto velocemente e, come in ogni azienda italiana che si rispetti, ha lasciato fare al business senza riflettere sul fatto che la crescita va sostenuta con la costruzione delle competenze interne. Com’era? La potenza è nulla senza controllo.

E il controllo è un concetto che sfugge in massima parte in queste situazioni.

Niente dipendenti consortili, niente regolamento interno, un sultanato indiscusso, conflitto di interessi tra la presidenza del Consorzio e quella di alcune società consorziate, che ovviamente costituiscono una sorta di holding di controllo. Peccato che anche la holding sia frazionata in diverse ragioni sociali. Peccato anche che al suo interno non ci siano le competenze necessarie per guidare e gestire una macchina che deve muovere risorse, gestire stock, promuovere la crescita commerciale, gestire le relazioni e le relative pratiche amministrative con decine di grossi ed esigenti clienti finali.

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